POLITICA

2013
29
Aprile
Problemi zero: garantisce Di Cesare

Osservo da lontano questa nuova coppia comica: non più Totò e Peppino, Antonio e Carletto.

Antonio Giannatempo fa spallucce, Carletto rassicura: la Corte dei Conti? Una bazzecola, una pinzillacchera.

Carlo De Cesare, in tre giorni, ha capito tutto: a Cerignola i conti sono buoni.

Niente da preoccuparsi, dice. Mentre Gallo, l'assessore, e Saracino, il dirigente, che sanno bene come stanno le cose, tacciono, sotto le loro borse di ghiaccio e lo guatano come un marziano.

Adesso è più chiaro come e perché il Comune di Foggia sia finito nell'abisso finanziario che ben conosciamo.

Sarà utile, dunque, passare in seria rassegna gli addebiti mossi dalla Corte dei Conti.

Pagina 24.

"Il Comune di Cerignola, al termine del 2010, era strutturalmente deficitario".

"La condizione di Ente strutturalmente deficitario costituisce prova della esistenza di squilibri economici e finanziari, ai sensi dell'art.148 bis del TUEL".

Allegria.

Pagina 28

"Non è stata approntata alcuna misura organizzativa che prevenga i deficit di cassa..."

" Non è stato predisposto il rapporto relativo all'analisi e revisione delle procedure di spesa".

Evviva.

Sui debiti fuori bilancio, sulla loro intempestiva ricognizione (in sostanza, bilancio falsato da debiti esistenti, ma celati) si è già detto.

Ma la Corte rileva che: "dovrebbe essere richiesta apposita dichiarazione della inesistenza di debiti fuori bilancio rispetto a quelli rilevati".

La dirigenza comunale sistematicamente omette questa dichiarazione, in modo che girino, inevase, per i corridoi dell'Ente fatture del 2002, ancora non dichiarate tra i debiti, per mantenere un equilibrio di bilancio solamente apparente.

Circo equestre.

Vi risparmio i paragrafi dedicati ai residui attivi di dubbia esigibilità, ostinatamente iscritti a bilancio al solo fine di colmare parte delle falle.

Un velo pietoso su operazioni di contabilizzazione in poste di bilancio sbagliate; sembra di difficile comprensione in Comune, il concetto di "servizi per conto terzi". Ma chiudiamo in bellezza...

Pagina 37.

"Le difficoltà dell'Ente si erano appalesate dall'utilizzo e dalla mancata restituzione nel 2010 di entrate a specifica destinazione".

E la Corte ancora non conosce quello che hanno combinato nel 2012, utilizzando somme a specifica destinazione per pagarsi gli emolumenti da amministratori.

La Corte scrive: "Tale opportunità non deve essere oggetto di abuso"... ma ancora non ha visto niente!

Ometto i rilievi più tecnici, non meno severi e preoccupanti.

Ma che volete che sia una sentenza della Corte dei Conti?

Che ci capiscono i Giudici contabili?

Perché preoccuparsi se c'è un Di Cesare che ci sorride.

Dopo aver visionato i conti  comunali per ben... tre giorni.

Veni, vidi vicit, ma quello era Giulio... Cesare, non Carlo Di Cesare.

 

Franco Metta

Movimento Politico La Cicogna





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