POLITICA

2013
26
Settembre
Siamo alle comiche finali

Alla fine, arrivano le comiche.

Come altro definire quella imbastita da undici consiglieri comunali di maggioranza.

Undici come una squadra di calcio. Undici nomi che vanno rammentati.

Bombino, in porta; Casarella e Mario Di stefano, terzini; Vitullo, Marro e Borraccino mediani; in attacco, Conte, Curiello, Mansi, Reddavide e Moccia.

Costoro da quattro anni scattano con la mano in su, ad ogni fiato di Antonio Giannatempo.

Non hanno manifestato mai alcun dubbio sulla “perfetta bontà” di questa Amministrazione.

Ora, dopo quattro anni, ad un anno e spiccioli dalla loro sparizione politica, insorgono: così non va! c’è immobilismo amministrativo.

Tradotto dal politichese, la Giunta Giannatempo in quattro anni non ha fatto, di bene assolutamente niente.

Ci sarebbero, secondo lo “squadrone” comportamenti imbarazzanti e dannosi di alcuni assessori.

Bè… Sì.

Imbarazzante De Cosmo, unanimemente odiato.

Imbarazzante Reddavide, unanimemente deriso e squalificato dal… troppo amor di famiglia…

Ma tra gli amici dello squadrone contestatore ci sono anche l’imbarazzato, dieci milioni di euro, Gallo; altro amicone dei contestatori Palladino, l’uomo che ha invaso di immondizia l’intera città.

E di Mennuni vogliamo parlare o bastano le recriminazioni colorate degli abitanti delle borgate cittadine?

La Giunta è inefficiente, hanno scoperto gli “undici”.

Cavoli, ce ne hanno messo di tempo: noi lo diciamo da quattro anni.

Meglio tardi che mai?

Magari si potesse ricorrere al vecchio adagio. Non è così!

Quella degli undici è una polemica strumentale.

Al centro come al solito il mattone: chi vuole le varianti, chi il Pug, c’è chi piange sul cimitero da ampliare, affarone molto ambito.

Siamo alle solite!

Periodicamente alcune “scartine”, in questo caso undici, provano a fare la voce grossa.

Ma una cimice, non sarà gonfiando il petto, che diventerà influente.

Questi, per dirne una, sono quelli che giurarono che prima dell’estate ci sarebbe stato il rimpasto!

E si è visto !

Giannatempo li bagna nel sale e se li mangia, con il solito, tradizionale metodo delle frottole, delle promesse, della stessa cosa promessa a dieci persone diverse, avendo la capacità di convincere ciascuno, che sta prendendo per i fondelli gli altri nove.

Undici firme ad attestare il fallimento di una Giunta, di un Sindaco di una Maggioranza.

La cosa comica è che coloro che certificano il fallimento sono i protagonisti dello stesso fallimento, avendo sempre votato i provvedimenti della Giunta, tollerato inguacchi vari, tentato di trarre minuscole utilità dalla vergognosa stasi e paralisi amministrativa.

Gli undici dicono che abbiamo avuto sempre ragione noi?

E che ce ne facciamo di questo riconoscimento, tardivo ed inutile, perché il responso sul fallimento l’hanno già dato i nostri concittadini.

Ma, forse, chissà, qualcuno pensa addirittura di avere il tempo per rifarsi una verginità.

Per far dimenticare di essere stato protagonista e beneficiario della “casa chiusa” giannatempiana e provare, ora, a candidarsi quale dama di San Vincenzo.

Come diceva il noto motivo?

“ E’ troppo tardi ormai”.

A casa, a casa, anche loro, insieme al loro capo ed insieme ai loro amici assessori.

Anche quelli imbarazzanti.

 

Franco Metta

Mp La Cicogna





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