POLITICA

2013
25
Novembre
Nelle prime cento ore

Le risorse sono scarse.

Come farete?

Il Governo taglia, come faremo?

Cominciamo a dire che con noi non ci sarà' nessuna Gema a scipparci, né dieci, né otto, né un milione o un centesimo di euro.

Non abbiamo gentilezze elettorali da ricambiare. Come avevano, non solo il Gianna, ma - abbiamo appreso, anche mattiuccil.

Casse vuote significano la riduzione di tutti quegli interventi e quei servizi comunali, che i più poveri non possono sostituire ricorrendo al libero mercato.

Nessuna manutenzione dei beni comuni; meno sostegno ai più disagiati; meno trasporti, meno assistenza, meno cultura, meno divertimento, meno tutto.

Nessun investimento.

Così ci hanno ridotto le ultime amministrazioni.

In proterva continuità.

Con la crisi aumentano, anzi si incrementano, le clientele parassitarie che vivono sfruttando la finanza pubblica e le connivenze di Palazzo.

Meno soldi ci sono, più il saccheggio è accurato, sistematico.

E’ il sistema ormai degenerato, frutto degli ultimi due decenni.

Ne sono stati protagonisti i Sindaci, come gli Amministratori, come gran parte dell’alta burocrazia comunale.

La crisi da congiunturale si è trasformata in strutturale.

Culturale.

Di mentalità.

Ciò che è pubblico è res nullius; non è di nessuno.

Chi può arraffa e chi non lo dovesse fare è fesso.

Chi, anche tra noi della Cicogna, credesse che, ad invertire l'indirizzo, basti un Sindaco altro, un Sindaco diverso, sbaglierebbe di grosso.

Non si diventa virtuosi per ordinanza sindacale, anche se l'esempio inutile non sarebbe.

Occorre un grande sforzo collettivo, che impegni tutti e ciascuno.

Consapevoli che il Risanamento richiede tempi lunghi, necessariamente.

Ma che da subito si può spezzare la spirale di sfiducia.

Riprendere in mano il nostro destino.

Attrezzarsi per essere battistrada della crescita e dell’innovazione.

Cambiare radicalmente prassi e comportamenti.

Cercando sul vocabolario dell’etica politica le parole rigore, legalità, imparzialità, competenza, efficienza.

Questo lo si può fare bene e lo si può fare subito.

E questo faremo non nei primi cento giorni, ma nelle prime cento ore di amministrazione.

Perché sia immediatamente chiaro a tutti che, insieme agli Uomini e alle Donne che amministrano, sono cambiate le priorità e lo stile etico della amministrazione.

Credo fermamente che questo sia il segnale che la nostra Comunità attende da chi si è assunto l'onere di guidarla.

Il segnale e l’esempio che occorrono per una nuova, radicalmente nuova, stagione.

 

Franco Metta

M. P. La Cicogna





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