POLITICA

2013
2
Dicembre
Sgangherata maggioranza

Una sgangherata maggioranza si appresta a dare il via libera a Giannatempo per il suo ultimo anno di scempio cittadino.

I cinque del gruppo "ingegneri e affini" (Vitullo, Distefano, Marro, Casarella e Bombino ) hanno provocato la crisi, minacciando fuoco e fiamme.

Non hanno ottenuto nulla, per loro stessa ammissione.

Voteranno da bravi soldatini, avendo ripiegato su una qualificante richiesta: che la Amministrazione accenda almeno i semafori.

Va tutto a ramengo, ma loro si accontenterebbero dei semafori.

Poverini.

I quattro del GAM (Laguardia, Morano, De Feudis, Netti) hanno credibilità pari alla verginità di Cicciolina.

Da quattro anni si dimenano inutilmente e tutti sanno perché.

Gli osservatori politici più attenti (dunque, quelli di Zia Web sono esclusi)

arrivano a scrivere, giustamente, che accanto a ciascun nome si potrebbe abbinare il relativo obbiettivo.

Che attiene moglie, figli e cari tutti, non certo al bene della città.

Anche questi assumeranno immodium, ma saranno lì con il braccio alzato.

Più convinta la adesione dei "senza famiglia" centristi.

Loro ci credono: una presidenza, tre assessorati, il consiglio del Gal, li hanno convinti.

Come il Gianna non c'è nessuno.

La barca galleggia alla meno peggio, la città langue, ma al Gianna sta bene: "Fatemi finire la legislatura, alla peggio; poi, toglierò il disturbo, me ne andrò alla Regione".

Balle. Nessuna Regione e nessun disturbo da togliere. Il Gianna illude una decina di potenziali candidati, li rafforza nella loro ambizione: a ciascuno fa credere che appoggerà Lui e Lui solo; quando si saranno adeguatamente scannati tra loro, accetterà di sacrificarsi per il bene della... Patria.

Non prevedo il futuro, analizzo il presente.

E il presente dice che questi tre gruppi diversi di politicanti da strapazzo non hanno seguito, non hanno voti, non hanno prospettiva fuori da quella di seguire, volenti o nolenti, il Gianna.

E con Lui andranno a picco.

Purtroppo dopo aver mandato a picco la nostra Cerignola con quei loro braccetti, inutilmente alzati.

 

FRANCO METTA

M.P. LA CICOGNA





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