POLITICA

2013
4
Dicembre
Cosa fare dell'Interporto, giusto per essere chiari!!!

Le provocazioni intelligenti si accettano.

Tufariello mi stimola sull’Interporto

ECCOMI!

INTERPORTO: QUALE FUTURO?

L’Interporto di Cerignola è il monumento alla insipienza della classe politica di questa Città.

Di centrosinistra esattamente come di centrodestra.

Me ne occupo dal 2009, quando un mio comizio fece naufragare un pateracchio organizzato da Matteo Valentino, che prevedeva di destinare la struttura ad un avventuriero speculatore.

Mi promisero denunce e querele: sto ancora aspettando!

Giannatempo, nel suo mirabolante programma elettorale (tutte balle) promise di rilanciarlo.

Ovviamente non fece nulla.

L’attuale maggioranza votò per la dismissione, nonostante la nostra appassionata e motivata opposizione, espressa dal voto contrario in Consiglio, preceduto da un documentato intervento di Michele Monterisi.

Avevamo ragione: la vendita si rivelò inattuabile.

Avessimo vinto le elezioni, avremmo chiesto all’altro socio, Comune di San Ferdinando, di accettare la nomina in Consiglio di Amministrazione di Onofrio Giuliano, Francesco Masiello e Cosimo De Sortis, come opportunamente ricordato ai presenti nel corso del recente convegno sul Fattore “C” nel comparto  agro alimentare.

Avremmo provato a rilanciare la struttura affidandola a competenti protagonisti della vita economica della Città.

Giannatempo affidò il tutto a perfetti inconcludenti, scelti con discutibili criteri, persino parentali, che negli anni nulla hanno fatto, aggravando unicamente lo stato di abbandono e inattività della struttura, ormai depredata da tutto quanto fosse asportabile e\o danneggiabile.

Da qualche mese si chiacchiera (solo quello) di cinesi, giapponesi, malesiani, indocinesi; mentre avidi avvoltoi volteggiano sul cielo della struttura, pronti ad impossessarsene per scopi di pura speculazione.

LA CICOGNA è contraria in modo assoluto ad ogni forma di svendita al ribasso, a favore di privati.

LA CICOGNA è contraria alla liquidazione della società di gestione dell’Interporto.

SIAMO PERFETTAMENTE CONSAPEVOLI DEL GRADO DI DIFFICOLTA’ DELLA IMPRESA CHE CI PROPONIAMO.

MA – ROMANTICAMENTE, FORSE – CI OSTINIAMO A CREDERE CHE L’INTERPORTO POSSA ESSERE RILANCIATO, SE AFFIDATO A ESPERTI E COMPETENTI DEL SETTORE.

Mai svendite.

Immaginiamo testardamente, ma irrevocabilmente, una sinergia tra pubblico e privato, dove il pubblico mantenga il suo ruolo determinante, a ché la struttura possa essere in qualche modo recuperata alla funzione di sviluppo della economia cittadina.

Il 14 dicembre prossimo, nel secondo convegno della serie FATTORE C,

interrogheremo sulle prospettive della struttura, nonostante le attuali deprecabili condizioni, Andrea Di Girolamo, amministratore delegato di una delle aziende di logistica meglio avviate della Provincia e dell’intero Meridione.

Intravediamo spiragli positivi nella proposta di legge n. 730, approvata dalla Camera dei Deputati nella seduta del 26 novembre scorso e ora passata all’esame dell’aula del Senato.

Si tratta del quadro normativo generale in materia di interporti e piattaforme logistiche territoriali.

Pensiamo possibile l’inserimento, a condizioni che valuteremo, della nostra struttura nel modulo attualmente costituito dal centro intermodale di Borgo Incoronata e nelle più ampia realtà costituita dall’Interporto di Bari.

Impresa ardua, forse titanica, ma che ci ostiniamo a ritenere possibile, anche perché non si può e non si deve regalare a chicchessia, senza il controllo pregnante del “pubblico” una struttura costata ai cittadini milioni di euro.

Non vediamo alternative a questa soluzione, per quanto ardua.

Auspichiamo di poter ricevere in questo senso una forte spinta propulsiva dalle norme previste nel decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che definirà il Piano generale per l’intermodalità.

Piano e decreto previsti nell’art. 2 della legge sopra citata, messa a punto dalla IX° Commissione parlamentare della Camera.

LA NOSTRA OPINIONE E’ CHE L’INTERPORTO NON SI DEBBA VENDERE, MA CHE AD OGNI COSTO, PROFONDENDO OGNI ENERGIA E OGNI RISORSA DELLE PERSONE E DELLE ISTITUZIONI, L’INTERPORTO DEBBA ESSERE MESSO IN CONDIZIONE DI FUNZIONARE!

Se sull’argomento siamo apparsi silenti, mi scuso: ma – per il vero – mi pareva che fosse chiara, oltre ogni dubbio, la nostra volontà in questo senso.

Lo abbiamo affermato mille volte, ma non ci stanca ripeterlo per la milleunesima volta!

NE RIPARLEREMO IL 14 DICEMBRE, NEL CONVEGNO CHE AVEVAMO IMPOSTATO ED ORGANIZZATO BEN  PRIMA DELLA SOLLECITAZIONE, GRADITA, DEL GIORNALISTA.

Non abbiamo alcuno da compiacere, magari in silenzio; anzi, abbiamo rotto le scatole sempre e comunque, soprattutto ai poteri forti, quando questo era nell’interesse della Città.

Le nostre idee potranno essere non condivise, ma di certo le abbiamo e non abbiamo paura di esprimerle.

E’ una delle tante disperate scommesse che accetteremo di affrontare, se questa sarà la volontà del popolo di Cerignola.

Con dedizione e spirito di sacrificio, senza sconti per nessuno.

PERCHE’ NESSUNO HA FATTO SCONTI A QUESTA CITTA’, NEGLI UTLIMI VENTI ANNI, IN TEMA DI MORTIFICAZIONE E UMILIAZIONE DELLE SUE ENORMI POTENZIALITA’.

Questa in estrema sintesi la posizione del MOV. POL. LA CICOGNA.

Franco Metta





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