POLITICA

2013
13
Dicembre
Lettera aperta ad un ventenne.

Caro Carlo Dercole,
Ti eleggo a rappresentante della categoria.
Devi sapere che tanti anni fa', prima che tu nascessi, la classe politica di questa Nazione era squalificata, corrotta, disistimata, più o meno come l'attuale.
E c'erano, anche all'epoca, energie giovanili importanti: dense di idealità, di passioni, di spinte rivoluzionarie.
Quella classe politica, nell'arco di una decina d' anni, sarebbe stata travolta da questa montante marea di protesta e di insoddisfazione, che aveva per avanguardia noi, i giovani dell'epoca.
Pensarono, dunque, di fermarci.
Mobilitarono i gangli oscuri dell'apparato statale, coccolarono, favorirono, promossero talora, quelli che si chiamarono opposti estremismi.
Ci indussero a scannarci fisicamente e culturalmente; ad esaurire le nostre energie e le nostre passioni in una infinita faida, dalla quale ci facemmo travolgere e prosciugare.
La opinione pubblica, terrorizzata da violenti irresponsabili, nella pur totale disistima di quel sistema corrotto, partitocratico, clientelare e mariuolo, concesse a quella classe politica di restare in sella per ancora alcuni decenni.
In nome della stabilità sociale,contro gli estremismi.

Oggi ci risiamo: ripetono la zozza operazione.
Come classe politica non valgono un soldo bucato.
Temono l'ira e la contestazione, che sono ormai stati d' animo generalizzati.
E allora dirigono la rabbia verso espressioni di intolleranza e violenza.
Tollerano soprusi, violenze, reati, per strumentalizzare a favore della loro 
stabilità i fenomeni di ribellione.
Assolutamente sacrosanti.
Per questo le Forze dell' Ordine, in presenza di reati, presidiano i luoghi dove questi reati vengono commessi, senza intervenire, senza reprimere.
Ubbidiscono ad ordini precisi, che vengono da Roma.
A loro va bene così.
Che la gente normale, incazzatissima anche essa, si spaventi e concluda: meglio Lettalfano che questo scempio.
Meglio la stabilità cimiteriale di questa classe politica, che il rinnovamento ed il cambiamento, una volta che questi valori siano affidati a forme inaccettabili di veicolazione.

Se i Romani antichi dividevano per imperare.
Questi scatenano, o favoriscono lo scatenamento inconsulto della rabbia e della protesta per restare lì, dove oggi sono.
Ecco perché io credo molto nel progetto che avete chiamato Ricambio Generazionale.
Dovete unire la vostra generazione, non lasciare che la dividano.
Dovete scegliere il metodo del consenso, della democrazia, del radicamento sociale, senza eccessi e senza fughe in avanti, pseudo rivoluzionarie.
Cambiare dentro il sistema democratico, senza mandare la rabbia, sacrosanta, al potere.
Ah, se lo capisse anche quello sfrenato di Beppe..

Per questo Giannatempo - giusto per parlare di casa nostra - mette la sciarpa tricolore in testa ad un corteo, che protesta anche contro di Lui, contro il Suo partito al Governo per 18 degli ultimi 20 anni, contro quella classe dirigente politica che splendidamente, in tutti i suoi difetti e in tutte le sue meschinità,oltre che in tutti i suoi fallimenti, degnamente rappresenta.
Urlate più forte dicono, spaventate tutti, perché tutto resti tale e quale.

Ma Noi, Voi non vi farete fregare, io spero.
Questa gente deve andare a casa. Tutta.
A colpi di voto e di consenso.
Non a colpi di forcone.
Se ci affidiamo al forcone faremo il gioco di chi già ora, guarda e ride, perché sulle esplosioni di violenza inconsulta, vuole costruire la propria sopravvivenza.
Ucch' v'vl.


Franco Metta
Movim. Politico La Cicogna.





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