POLITICA

2014
17
Gennaio
Edilizia in crisi.

EDILIZIA IN CRISI.

LA MALA POLITICA PENSA SOLAMENTE AI PROPRI INTERESSI.

IL CIMITERO PER CAMPARE, BENE.

E' devastante leggere l'”urlo” di una donna, moglie, madre, che ha il marito - lavoratore edile - disoccupato da un anno, l’urlo di una persona che è stanca di farsi aiutare economicamente dalla madre pensionata;

è angosciante non poter far nulla di concreto e di immediato, QUANDO SO BENISSIMO CHE SE NON AVESSIMO LA AMMINISTRAZIONE CHE ABBIAMO, QUELL’URLO SI SPEGNEREBBE IN UNA CONSOLANTE PROSPETTIVA DI ALLEVIAMENTO DELLA CRISI.

Gli edili di Cerignola soffrono, ma il lavoro ci sarebbe e sarebbe a portata di mano, se coloro ai quali abbiamo affidato il Governo della Città non fossero gli inetti, infingardi, egoisti che sono.

Abbiamo la possibilità di dare lavoro a imprese e lavoratori di Cerignola.

Per 15 milioni di euro: si tratta degli indispensabili e non rinviabili lavori

di ampliamento del cimitero.

Abbiamo chiesto si procedesse con il sistema del leasing in costruendo.

Tesi conforme a quella sostenuta dall’ing. Santoro.

Avremmo avuto la possibilità mediante l'intesa privato / pubblico di

coinvolgere decine di imprese locali, tecnici, con un indotto enorme, dando immediato sollievo alla drammatica crisi occupazionale.

Invece no!

L'interesse del principale partner economico di questa amministrazione,

l'ingegner Donato Calice, è opposto.

Lui vuole il project financing.

Vuole una unica impresa, fuori controllo pubblico, che espropria, costruisce, vende.

Ma soprattutto gestisce quanto realizzato.

Calice desidera chiudere il cerchio, dalla culla alla bara, alla centralina

elettrica piazzata al centro di quello che potrebbe e dovrebbe essere

l'incrocio più bello della città: la vita di Cerignola e dei suoi cittadini porterà indelebile il marchio Calice.

Il project prevede un unico bando, europeo, da 15 milioni di euro.

Impossibile per tutte le imprese locali partecipare.

Salvo quella che ha già pronta la joint in venture, con il colosso forestiero

che vincerà il bando, quando questo finalmente sarà aggiudicato.

Ovviamente avremo la disdetta dei sub appalti a catena, sempre più vessatori.

Le imprese locali, invece di essere protagoniste, saranno le vittime strozzate dalle imprese più forti.

Pane, acqua e calci in pancia per noi; affarone per loro.

Non solo sbagliano volontariamente metodo, ma sono anche impantanati da mesi.

Tanto che lo stesso Calice si è spazientito: ha invitato il suo pupillo

Giannatempo a dedicarsi in esclusiva alla medicina.

E così tra inconfessabili interessi, crisi di maggioranza e ritardi dolosi e

colposi, le famiglie come quelle di Maria languono nell'inedia.

 

LE NOSTRE PROPOSTE.

La Cicogna resta fortemente favorevole al leasing in costruendo.

Se si continuerà su questa strada sbagliata, chiediamo, condividendo l'appello forte e motivato del Presidente dell' ANCE, Gerardo Biancofiore, che almeno si applichi trasparenza, ci si confronti politicamente e tecnicamente, prima di dare attuazione al progetto.

Si assumano misure a tutela delle imprese locali, per garantire loro una minima ricaduta dei benefici dell'investimento.

Ci crediamo poco.

Le prospettive sono sconfortanti.

Guardate che cosa è successo, sempre per lavori cimiteriali di modesta

importanza.

Un “appaltino” da 200 mila euro: riunioni carbonare in zona industriale;

spartizione dei lavori; coinvolgimento dei soliti, noti, amministratori, che sono lì solamente per proteggere i propri interessi economici.

E se La Cicogna vigila, poco male: basta attivare il prestanome del prestanome del socio dell' assessore interessato ed il gioco è fatto.

 

FRANCO METTA

MOVIMENTO POLITICO

LA CICOGNA.





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