POLITICA

2014
8
Marzo
GATTOPARDI: in cammino verso l'uscita definitiva.

Niente a che vedere con quello di Tommasi di Lampedusa.
Con il volto di Burt Lancaster, nella versione cinematografica di Luchino Visconti.
Quelli "nostrani" più che gattopardi sono micioni.
Fanno le fusa, stando stesi davanti al fuoco confortevole e caldo dei privilegi politici.
Sistemano, nell'ordine, i parenti, gli amici clienti, i portatori interessati di voti.
E vorrebbero che MAI il mondo cambiasse.
E' così confortevole sapere che nulla cambierà.
Una volta io, una volta tu.
Da buoni compagni si dividono il caldo del fuocherello.
Sapendo che, quando i cittadini volteranno loro le spalle, un altro micione amico prenderà il loro posto, in attesa, cinque anni dopo, di restituirlo.
Perché tutto cambi apparentemente, ma tutto resti tale e quale.
Loro al comando, tutti gli altri a maledirli, a chiacchiere.
Mi aspettavo la loro furiosa reazione.
E prevedo che, per tutto quest'anno che manca alle elezioni amministrative, saranno ancora più furiosi.
Chi sono costoro che mettono in forse questa comoda alternanza?
Perché vogliono cambiare un sistema che ha combattuto la disoccupazione nelle loro famiglie. E basta.
Chi vuole che i cittadini siano eguali davanti alla politica?
Come si permettono di pensare che a tutti siano date possibilità eguali.
E poi... se ci tolgono il confortevole posto al calduccio della politica politicante, ci toccherà forse lavorare?
Ci toccherà forse - si chiedono - contare sulle nostre capacità professionali per riempire gli studi professionali?
Non basterà più essere assessori o capigruppo per godere di privilegi?
Dovranno, magari, farsi un mazzo così?
Come tutti gli altri.
Ed ecco che si infuriano.
Ma le reazioni scomposte, lungi dallo scoraggiarci, ci danno la prova che è questa, la Nostra, la strada giusta.
Quella del cambiamento.
Per amore, da parte di chi crede nel Nostro Progetto.
Ma anche, perché no, per disperazione,da parte di chi le ha provate tutte ed ora pensa: "vediamo all'opera anche questi e giudicheremo".
Non abbiamo timore di somigliare a delle... angurie....
Messi alla prova.
Vogliamo noi per primi scoprire quello che valiamo, quanto sapremo fare per questa infelice città.
Peggio di loro? Peggio dei Valentino e dei Giannatempo, sarà impossibile.
Appena meglio? 
Troppo facile, troppo ovvio, troppo scontato!
Noi saremo il vostro contrario.
Voi clientelari? Noi disinteressati.
Voi inetti, Noi capaci.
Voi i distruttori, Noi i restauratori di questa Città.
Siamo convinti di saperlo e poterlo fare.
Se così non sarà, toglieremo il disturbo, volontariamente.
Ma se così non sarà, ed io ne sono più che certo, questa città vivrà il Suo Rinascimento.
Borbottate, ringhiate, mostrate tutta la vostra rabbia.
Noi, con il Padre Dante, opporremo il "non ti curar di loro, ma guarda e passa".
Voi il passato. Noi il futuro.
Con volti nuovi, giovani,capaci.
Noi, i più anziani, anche vecchi se volete e se più vi piace, faremo un tratto di strada con loro.
Mettendo un po' di esperienza al loro servizio.
Ma non per sempre.
Solo per questo primo tratto, il più impervio.
Poi, lasceremo la loro mano, perché procedano sulle loro gambe.
L' ambizione non è il potere.
L'ambizione è e sarà lasciare il segno.
Il ricordo.
La lotta sempiterna dell'Uomo contro la Sua mortalità si vince solamente se, in vita, si lascerà, a chi viene dopo di te, il ricordo di un insegnamento.
Umano, professionale, politico,amministrativo.
Che sia ricordato, in futuro da chi dirà: Noi siamo qua, grazie all' aiuto che Uomini generosi ci hanno offerto.
Senza chiedere altro che il Nostro ricordo.
E un po' di immortalità nella Nostra gratitudine.
Gattopardi di Cerignola, unitevi.
E procedete insieme e velocemente.
Verso l'uscita.
 

Franco Metta.
La Cicogna.





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