POLITICA

2014
10
Giugno
CIVICHE: passione Dauna, e non solo!

Tutti, dopo il titolo, con la mente ad Antonio Tutolo.
Strepitoso.
Ma civico e' il successo di Francesco Miglio a San Severo.
Tra una causa, che ci vedeva contrapposti e le mail che ci scambiavamo con riflessioni politiche, chiedete pure a Francesco,il prurito di una candidatura civica e' di origine cerignolana. 
Io, in una memorabile serata sanseverese, data di nascita della idea Miglio Sindaco, feci da consapevole detonatore, prendendomi del " fascista " da alcune cariatidi vetero comuniste,quando annunciai la morte dei partiti tradizionali e storici a favore delle alternative civiche.
Negare questo connotato alla vittoria di Francesco e' negare la verita'.
Un novello " orazio " che ha prima isolato e,poi,sbaragliato, i due " curazi": 
Prima il PD bolso di Marino; poi la cianfrusaglia di centrodestra.
Partiti inadeguati, travolti dal nuovo che avanza, che e' civico.
Con una proposta alternativa nella elaborazione dei programmi.
Con un metodo di competenza ed efficienza nella selezione della classe dirigente.
Con volti nuovi, di cui, la gente s'e' fidata.
Quindici chilometri piu' in la', la parabola entusiasmante di Tutolo ha avuto il Suo apice.
Un soffio dalla vittoria al primo turno.
Percentuale bulgara al ballottaggio.
Un leader coerente,determinato. Che e' andato dritto per la Sua strada.
Quel " v avit fa capac ", e' stato il " so fe' " lucerino.
Tutti contro Tutolo. Insulti, fango assortito.
Coalizioni di disperati. Come a San Severo.
PD con o senza " ELLE ", uniti contro il cambiamento.
Due a zero e palla al centro, in attesa del girone 2015, quello in cui anche Cerignola si iscrivera' al Campionato che vincono le " civiche ".
Il segreto e' pulcinellesco.
Restare alternativa alla vecchia e triste politica, fallita su ogni fronte.
Negare la logica dell' Uomo solo al comando, utile solo per iniziare.
Fare delle civiche il momento non di divisione, ma di unione delle forze vive,
delle energie sane e finalmente disponibili a mettersi in gioco.
Qualche urlaccio all'inizio,per destare i dormienti.
Poi proposte,programmi,uomini alternativi.
I partiti hanno arrancato,ma la sorte era segnata.
Fermare il nuovo dandogli del cafone,perche' sa esprimersi,quando occorre, anche nell'altra lingua, praticata, il dialetto.
Criticare, insultare, diffamare una persona, dopo aver amministrato per anni. 
E' stata la confessione di un fallimento. Totale, senza scusanti.
Foggia citta' e' la eccezione, che conferma la regola.
Se Lucia Lambresa, al 25 per cento, mi pare,nella Sua prima uscita, fosse rimasta salda, alla opposizione,alternativa ai partiti,oggi sarebbe Sindaco di Foggia.
S' e' confusa con i partiti.
Ha tradito l'impostazione iniziale: oggi e' marginale.
Con il Suo 1 e mezzo per cento, potra' al piu' fare la mosca cocchiera.
Quella mosca impudente, che - posata sulle corna del bue - annunciava trionfalmente: NOI ARIAMO.
Prevedo stessa sorte, ahime', per Luigi Miranda Risorsa importante e credibile.
Ma se io, elettore, avessi voluto Landella Sindaco, avrei votato, indovinate un po' , Landella
Che vince la gara degli azzoppati,solo perche' Marasco e' piu' sfiancato di Lui.
Se Foggia avesse avuto alternative civiche,consolidate e forti, forti di cinque anni di opposizione strenua, oggi Foggia sarebbe in quota alle civiche.
Di Di Gioia non dico, perche' qui parliamo di forze politiche, non di taxi dai quali salire e scendere a proprio piacimento.
I taxi sono un servizio civico, non una alternativa politica civica.
I risultati delle Europee avevano illuso qualcuno.
Ma possibile che nessuno abbia interpretato bene quel risultato. 
Che non e' da ascrivere (stiano calmini i piddini,oggi travolti e stravolti) alla rinascita del PD, ma alla premiership del civico Renzi.
Solo per un malaugurato accidenti Renzi non fu ospite della Cicogna di Cerignola.
Noi lo invitavamo e lo corteggiavamo, quando nel PD si baloccavano ancora con D' Alema, Bersani e compagnia, fallendo.
L' Italia vuole cambiare.
Per cambiare veramente si parte dal basso.
Strutturandosi, organizzandosi,selezionando e preparando programmi e personale politico.
Una nuova realta' che si fonda sui vecchi metodi,colpevolmente abbandonati, del fare politica.
I comizi, si i comizi, quelli che, se sai farli, i cittadini frequentano in massa.
La presenza nei quartieri.
Il contatto quotidiano con la gente.
La credibilita' guadagnata sul campo.
Il movimento come entita' che di muove.
Rete con mille maglie.
Ad ognuna si attacca un'altra.
Come olio versato su una tovaglia di lino candido.
Il Movimento Civico esiste solamente se....
Attrae.
Sveglia.
Si allarga e non si chiude.
Ha lo forza di attrarre, non la arroganza di respingere.
E qui e' la differenza sostanziale,tra esperimento civico ed  il grillismo.
Con gli eccessi grillini,con gli arroccamenti del Beppe.
Che poteva fare una civica della Nazione.
Ha partorito una setta di fedayn,ai quali - in assenza di alternative - ho personalmente dato il voto.
Ma che e', e spero non resti, inadeguato a fare quel che le civiche stanno facendo.
Ramazzando il vecchio.
Ma avendo un nuovo pronto,preparato,capace,realistico nei progetti,che recluta gli appassionati di politica, esclusi dai dopolavoro personali dei Principi della politica professionale.
Principi e principesse.
Se il progetto di Grillo fosse stato questo,dopo il primo exploit, come il mio del 2010, come quello di Antonio Tutolo prima, una alternativa civica nazionale sarebbe sul campo,oggi.
I partiti sono out.
Sopravvivono solamente per assenza di alternative.
Arrivano primi, ma il campo dei partenti e' il dato da analizzare, non l'ordine di arrivo.
Vedremo, ora, alla prova dei fatti queste Amministrazioni.
Che devono semplicemente fare, quello per cui sono nate e per cui hanno vinto.
Senza estremismi beceri.
E senza compromessi
La gente vuole politici che facciano quel che dicono.
E sono disposti a votarli in eterno, se faranno quel che hanno promesso.
Prima tra tutte, la promessa di far crescere una classe dirigente nuova.
Senza fare da tappo di contenimento delle forze nuove e vitali, che fatalmente e felicemente cresceranno all'ombra dell' exploit elettorale.
Per capirci.
Io, se eletto, se vorranno i cittadini, faro' il Sindaco cinque e basta !
Poi, Camera ? Senato ? Regione ? Europa ?
No, GIARDINETTI.
Perche' questa e' la politica vera: 
servizio ai cittadini,poi riposo.
Perche' se veramente sei un leader,dietro di Te deve esserci una rigogliosa 
giungla di nuove energie.
Non il deserto delle attuali sezioni di partito.
 

Franco Metta.





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