POLITICA

2017
14
Marzo
LA CLASSE POLITICA LASCIA L'AMARO IN BOCCA.
Impegnarsi in prima fila è continuare il  cammino  non temendo  le aggressioni, la violenza,  gli attacchi ingiustificati, spropositati e strumentali.
Regolamentare alcuni cittadini abituati a non aver regole vuol dire subire l’ingiuria, l’oltraggio, lo scherno, la calunnia e armarsi di pazienza fingendo la sordità per non cadere nella provocazione.
Ordinare ciò che mai ha avuto un ordine ti porta a salire sul palco dell’offesa ed avere contro i fari puntati dell’accusa,  della protesta, della rivolta e sopportare silenzioso la gogna mediatica, la macchina del fango.
Tutto previsto, tutto normale, tutto ovvio perché solo gli sprovveduti fanno grossi cambiamenti non calcolando i primi disagi, le prime difficoltà, la prima rabbia. Nessuna delusione da parte dei cittadini, nessun risentimento da parte dei commercianti, la città è movimento, protesta, apprezzamento, la città sa arrabbiarsi ma sa anche ripensare, non può e non ha gli strumenti per valutare le evoluzioni perché vive il quotidiano ma dopo sa valutare.
Purtroppo è la classe politica a lasciare l’amaro in bocca, miope nelle scelte, immobilizzata nelle aspettative, claudicante nel cammino innovativo, incapace persino di saper distinguere la critica politica dall’attacco personale, l’attacco politico da quello alla persona e soprattutto inetta nell’esprimere non la solidarietà, quella non serve a nulla, ma il distacco dalla violenza  e l’indignazione per l’oltraggio.  A questo, però, non c’è rimedio… nessun rimedio. 
 (Staff)




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