POLITICA

2012
30
Agosto
POLEMICHE UTILI E MENO... PER I PALETTI

 

“Persino i paletti, in una città che ha un campionario di mille problemi, sono entrati nell’alveo della polemica politica, in un contesto in cui si litiga non solo per vicende come il buco Gema, ma anche per gli spettacoli in piazza”.

Questa riflessione di Antonio Tufariello sulla Gazzetta del 29 agosto merita per la Sua acutezza una considerazione.

Siamo, dunque, noi di Cerignola, in genere, quelli impegnati in politica in particolare, troppo polemici?

Meritano i paletti messi a protezione degli scivoli sui marciapiedi o il concerto di Gino Paoli di essere oggetto di polemica politica?

Vicende come:

il buco GEMA;

la speculazione edilizia favorita cambiando destinazione d’uso al palazzo dell’acquedotto;

le infinite proroghe nei servizi che il Comune appalta;

la presenza del padre del capogruppo pidiellino Vitullo e del figlio del consigliere piddino Dalessandro in una associazione di professionisti che si aggiudica appalti dal Comune (il conflitto di interessi è, dunque un optional anche a sinistra?);

a mio parere meritano (ma sono solamente alcuni esempi), prima ancora della “polemica”, la conoscenza dei cittadini.

Su versanti come questi non credo ci siano o ci siano state esagerazioni o eccessi.

Sono temi che meritano tutta la massima attenzione e la possibile polemica.

Ignorarli sarebbe inaudito.

Le esagerazioni arrivano in altri versanti, io credo per la massima parte per l’invadenza e la supponenza di alcuni amministratori.

Tanto  inetti, inefficaci, utopistici nei loro propositi, tanto più sono esasperatamente presenti, invadenti, supponenti, in aspetti minimi della vita collettiva.

Uno spettacolo di piazza è uno spettacolo di piazza: non una guerra di religione.

Che Gino Paoli canti a Cerignola è cosa buona e giusta,  a prescindere dal gusto musicale.

Figuriamoci dal credo politico.

Eppure, da parte di maggioranza e anche di opposizione non si resiste a trasformare il tema in guerra aperta.

All’ostracismo dei Conte, perché tutto quello che succede tra il 7 e il 9 settembre è di sua competenza… per incarico divino…..,

dei De Cosmo, perché spettacolo significa agenzia di spettacolo e a Cerignola una ce ne deve essere e le altre non sono tollerate;

risponde l’invadenza della opposizione, che non può e non deve “patrocinare” (sia pure dalla parte del giusto) la posizione individuale di tizio o di caio; ripeto, per quante ragioni essi abbiano, se le hanno.

Ma intervenire per il rispetto della eguaglianza di trattamento tra cittadini e nell’ interesse della collettività.

Dunque a tutela del pubblico, non del privato; per l’affermazione di un principio generale, non per una utilità individuale, per quanto giusta essa sia.

In questo senso credo che l’osservazione di Tufariello non sia solamente fondata, ma anche meritevole di un più ampio approfondimento.

Per cambiare questa città, prima ancora che gli indispensabili e auspicabili “fatti”, occorre cambiare una mentalità e alcune convinzioni.

Tra le quali quella che i politici servano per fare “piaceri”, leciti o meno che siano.

Basterebbe l’affermarsi di questo convincimento etico tra i politici e tra i cittadini per avviare la più radicale trasformazione dei metodi amministrativi e anche del pensiero politico cittadino.

Ma, al tempo di Giannatempo, credo che questo sia impossibile: è l’esatto contrario della filosofia giannatempiana, ampiamente condivisa dai suoi amici in Giunta e anche da alcuni – non tutti, ma tanti – “alzamano”.

 

Franco Metta

MP La Cicogna.





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